
L'Argentina è un paese dalle grandi distanze, non solo fisiche (km e km di natura incontaminata tra una città e l'altra) ma purtroppo anche sociali. Il Paese risente ancora fortemente della grave crisi che nel 2001 ha gettato gran parte della popolazione in una situazione di indigenza, lo testimoniano ogni giorno i numerosi
cartoneros che tra i rifiuti urbani cercano cartoni da rivendere alle fabbriche cartiere per una manciata di pesos.
Dalle scritte sui muri, e dalle numerose proteste che si incontrano per le vie delle città, ci accorgiamo che gli Argentini non hanno alcuna voglia di restare a guardare il loro paese andare in rovina: la voglia di rinnovamento è tanta. Qualche giorno fa, nella provincia di Santa Fè, ci sono state le elezioni,e i socialisti hanno vinto mettendo così fine a 25 anni di governo peronista corrotto.
Un piccolo segnale di cambiamento, anche se la strada da fare è davvero tanta.
Due episodi: un candidato alla poltrona di sindaco in una città della Provincia, ha fatto stampare 6.000 carte di credito e le ha distribuite tra i cittadini, con la promessa di “caricarle” ognuna di 1000 pesos in caso di vittoria! Nella provincia di La Rijoca, invece, l'ex Presidente Menem (che nel 2001 ha portato l'Argentina al disastro e che non pago intende ripresentarsi alle Presidenziali di ottobre), in lizza per le Provinciali, ha dato mostra di se organizzando un festino elettorale a base di
asado (carne alla brace) e droghe.
Purtoppo, agli scandali mediatici non è seguita alcuna esclusione di questi criminali dalle competizioni elettorali..
Il nostro viaggio in Argentina ci ha permesso inoltre di conoscere in maniera molto più approfondita il dramma dei
desaparecidos, 30.000 persone fatte scomparire durante la dittatura militare del 1976-83.
In occasione della
Giornata Internazionale dei Desaparecidos, il 30 Agosto, abbiamo partecipato a un interessante incontro sui numerosi desaparecidos di origine italiana, all'interno del quale è stato presentato il libro “Il silenzio infranto”. Il libro raccoglie numerose testimonianze dell'epoca, evidenziando il fatto che il governo italiano di quegli anni sia rimasto inerme di fronte alle richieste di aiuto di numerosi italiani perseguitati dalla dittatura, anteponendo gli interessi economici nazionali in quell'area alla difesa dei diritti umani. Che schifo!!!Il dramma dei
desaparecidos è ancora vivo, e purtroppo, molto attuale. Dal 2006 è
desaparecido Jorge Julio Lopez, uno dei tanti detenuti e torturati nelle carceri militari durante la dittatura e testimone chiave di un processo contro i militari responsabili. Dal giorno seguente la sua testimonianza in Tribunale, è sparito nel nulla. Il primo DESAPARECIDO IN DEMOCRAZIA!
Per approfondimenti sul tema, vi consigliamo di visitare il sito www.24marzo.it, in cui potete trovare, oltre a numeroso materiale informativo, anche le deposizioni (PDF e audio) dei testimoni nei processi svoltisi in Italia.
Un abrazo argentino
Leo e Laura